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Ginecologia Clinica

Sanguinamento Uterino Anomalo

Classificazione, diagnosi e orientamento clinico nell'AUB

Il sanguinamento uterino anomalo (AUB) interessa circa il 9–14% delle donne a livello globale e può presentarsi in tutte le fasi della vita ginecologica. Una corretta classificazione — attraverso il sistema PALM-COEIN della FIGO — è il primo passo verso un percorso diagnostico e terapeutico appropriato.

Prof. Violante Di Donato
Aggiornato: Aprile 2026
Sapienza Università di Roma

Definizione

Il sanguinamento uterino anomalo rappresenta una condizione clinica che può manifestarsi in tutte le fasi della vita ginecologica, dall'adolescenza fino alla menopausa. Il termine sanguinamento uterino anomalo (AUB) definisce qualsiasi alterazione rispetto al normale sanguinamento mestruale in termini di regolarità, frequenza, quantità o durata, e comprende anche il sanguinamento intermestruale (IMB).

Si tratta di un problema frequente, talvolta invalidante, che interessa circa il 9–14% delle donne a livello globale. L'AUB può determinare un impatto rilevante sulla qualità di vita, sul benessere psico-fisico e sulla salute generale. In alcuni casi si associa a sintomi quali disagio, affaticamento, ansia, depressione e può complicarsi con anemia da carenza marziale.

Cause

Le cause del sanguinamento uterino anomalo possono essere differenti e comprendono:

Sistema di classificazione PALM-COEIN

L'acronimo PALM-COEIN identifica il sistema di classificazione del sanguinamento uterino anomalo nelle donne non gravide in età riproduttiva. Questo sistema è stato proposto dalla International Federation of Gynecology and Obstetrics (FIGO) nel 2011 con l'obiettivo di migliorare l'inquadramento diagnostico e terapeutico dell'AUB, favorendone una definizione condivisa, una raccolta anamnestica più accurata e un uso appropriato degli esami diagnostici, così da supportare decisioni cliniche personalizzate.

P — Polyp Crescita anomala di tessuto all'interno della cavità uterina. I polipi rappresentano una causa frequente di AUB. Nella maggior parte dei casi sono benigni, ma in una minoranza possono contenere alterazioni premaligne o maligne. A — Adenomyosis Condizione nella quale il tessuto endometriale si localizza all'interno del miometrio, cioè della parete muscolare uterina. L — Leiomyoma Tumore benigno del muscolo uterino (fibroma). M — Malignancy Neoplasia maligna dell'endometrio o della cervice uterina. C — Coagulation Condizione che compromette la normale capacità di coagulazione del sangue. Può derivare da patologie ereditarie, terapie farmacologiche o altre condizioni sistemiche. O — Ovulatory Alterazione della funzione ovulatoria. La disfunzione ovulatoria rappresenta una delle cause più comuni di AUB. E — Endometrial Condizione che interessa l'endometrio. Può essere correlata a differenti quadri clinici, tra cui iperplasia endometriale e neoplasia. I — Iatrogenic Condizione secondaria a trattamento medico: farmaci, procedure chirurgiche o radioterapia. N — Not classified Condizione non ancora classificabile in una delle categorie precedenti.

Il sistema PALM-COEIN non costituisce di per sé uno strumento diagnostico, ma è utile per orientare il ragionamento clinico, restringere le possibili cause del sanguinamento uterino anomalo e definire un percorso terapeutico appropriato.

Trattamento

Sono disponibili diverse opzioni di trattamento, sia mediche sia chirurgiche. La scelta terapeutica dipende dalla causa sottostante del sanguinamento uterino anomalo, dall'età della paziente, dalla parità, dalle eventuali comorbilità, dal desiderio di preservare utero e fertilità e dalle preferenze della paziente.

Differenza tra spotting e sanguinamento anomalo

Lo spotting corrisponde a una perdita ematica intermestruale di modesta entità, che può anche avere significato fisiologico, come accade talvolta in fase ovulatoria, e generalmente non richiede cambi frequenti di assorbente. Il sanguinamento anomalo, invece, è più abbondante, irregolare, imprevedibile nella comparsa oppure associato ad altri segni clinici meritevoli di approfondimento.

Un sanguinamento che imponga il cambio dell'assorbente ogni 1–2 ore deve essere considerato eccessivo, soprattutto se persiste per oltre 7 giorni.

Le pazienti con cicli ovulatori regolari in genere presentano manifestazioni associate riconoscibili, come tensione mammaria, aumento delle secrezioni vaginali mucoidi o sintomi premestruali. Cicli che mostrano variazioni superiori a 10 giorni da un mese all'altro sono più frequentemente compatibili con anovulazione.

Cause più probabili

In età riproduttiva

In postmenopausa

Diagnosi da non perdere

Diagnosi prioritarie da escludere
  • Carcinoma endometriale o carcinoma cervicale
  • Gravidanza ectopica nelle donne in età fertile
  • Coagulopatie, inclusa la malattia di von Willebrand e altri disordini piastrinici

Sanguinamento dopo i rapporti

Il sanguinamento postcoitale può essere associato a diverse condizioni, alcune delle quali richiedono esclusione attiva:

Sanguinamento in menopausa: cosa fare

Qualsiasi sanguinamento in postmenopausa richiede una valutazione tempestiva finalizzata a escludere un carcinoma endometriale, che si manifesta con sanguinamento in oltre il 90% dei casi.

Valutazione iniziale raccomandata

  1. Esame pelvico per verificare l'eventuale origine del sanguinamento da cervice o vagina
  2. Ecografia transvaginale oppure biopsia endometriale come esami di primo livello
    • Uno spessore endometriale ≤4 mm presenta un valore predittivo negativo >99% per carcinoma endometriale
    • Uno spessore >4 mm richiede approfondimento con biopsia endometriale
  3. Biopsia endometriale (preferibilmente mediante Pipelle) indicata in:
    • Spessore endometriale >4 mm
    • Sanguinamento persistente o ricorrente, anche con spessore endometriale ≤4 mm
    • Presenza di fattori di rischio elevati: obesità, estrogeni non bilanciati, diabete mellito tipo 2, PCOS, familiarità significativa
Evidence-Based Insights Algoritmo diagnostico: sanguinamento postmenopausale

L'ecografia transvaginale è l'esame di primo livello nelle donne con sanguinamento postmenopausale. Lo spessore endometriale (SE) guida il successivo iter diagnostico. Schema adattato da: BGCS Clinical Pathway (Morrison, 2022) e ACOG (2018).

Sanguinamento postmenopausale Ecografia transvaginale → Spessore Endometriale (SE) SE < 4 mm SE ≥ 4 mm Rassicurazione dopo esame pelvico Se alto rischio (es. utenti tamoxifene): isteroscopia e biopsie mirate secondo protocollo Campionamento endometriale Se inadeguato o fallito → isteroscopia Isteroscopia e campionamento secondo protocollo locale Adattato da: BGCS Clinical Pathway (Morrison, 2022) · ACOG Transvaginal Ultrasonography in Postmenopausal Bleeding (2018)

VPN: valore predittivo negativo. Uno SE ≤4 mm ha VPN >99% per carcinoma endometriale nelle donne in postmenopausa non in terapia ormonale sostitutiva.

Segnali di allarme — valutazione immediata
  • Qualsiasi sanguinamento postmenopausale
  • Sanguinamento che richieda il cambio di assorbenti ogni 1–2 ore
  • Sanguinamento persistente nonostante terapia medica
  • Età ≥60 anni associata a sanguinamento anomalo
  • Dolore pelvico, distensione addominale o senso di sazietà precoce: possibili segni di malattia avanzata

Valutazione diagnostica raccomandata

Storia clinica mirata

Esami di laboratorio

Imaging

Biopsia endometriale indicata in

Gravidanza ectopica: esclusione

Nelle donne in età fertile con sanguinamento irregolare è necessario escludere sempre una gravidanza ectopica. Il test di gravidanza deve essere eseguito in tutte le donne sessualmente attive con dolore addominale o sanguinamento vaginale, indipendentemente dall'anamnesi contraccettiva.

Approccio diagnostico

La gravidanza di localizzazione sconosciuta (PUL, Pregnancy of Unknown Location) corrisponde a un test di gravidanza positivo in assenza di visualizzazione ecografica di una gravidanza intrauterina o extrauterina. Richiede ecografia transvaginale ripetuta, dosaggi seriali di beta-hCG ogni 48 ore e monitoraggio clinico ravvicinato.

Pattern di beta-hCG: l'incremento minimo atteso in 48 ore è del 49% per livelli iniziali di 3.000 mIU/mL. Valori in riduzione orientano verso una gravidanza non evolutiva, ma non escludono una gravidanza ectopica: la rottura tubarica può verificarsi anche con beta-hCG in diminuzione.

Evidence-Based Insights Focus su Gravidanza Ectopica — Algoritmo diagnostico

L'algoritmo illustra il percorso diagnostico nella sospetta gravidanza ectopica non rotta, fondato su progesterone sierico e β-hCG quantitativo integrati con ecografia transvaginale. Adattato da Carson & Buster, NEJM 1993 [12] e ACOG Practice Bulletin No. 193, 2018 [11].

Progesterone sierico + β-hCG quantitativo
Progesterone ≥25 ng/ml
oppure
β-hCG ≥100.000 mIU/ml
Gravidanza intrauterina
evolutiva
Progesterone >5 e <25 ng/ml
Ecografia transvaginale
Gravidanza ectopica
Sacco >4 cm
Chirurgia
Sacco ≤4 cm
Metotrexato
Gravidanza intrauterina
Progesterone ≤5 ng/ml
oppure
β-hCG con andamento anomalo
Raschiamento (D&C)
Villi ottenuti
per raschiamento
Aborto
completo
Nessun villo
ottenuto
β-hCG ↓
Aborto completo
β-hCG ↑ o stabile
Gravidanza ectopica
Eco TV
>4 cm
Chirurgia
≤4 cm
MTX
Adattato da: Carson & Buster, NEJM 1993 [12] · ACOG Practice Bulletin No. 193, 2018 [11] · MTX = Metotrexato · Eco TV = Ecografia transvaginale

Gravidanza di localizzazione sconosciuta (PUL)

In caso di test positivo senza evidenza ecografica di gravidanza intrauterina o extrauterina, si definisce PUL (Pregnancy of Unknown Location). La gestione prevede ecografia transvaginale ripetuta, dosaggi seriali di β-hCG ogni 48 ore e stretto follow-up clinico.

  • Incremento minimo atteso del β-hCG in 48 ore: 49% per livelli iniziali di 3.000 mIU/mL
  • Valori stabili o in calo non escludono la gravidanza ectopica: la rottura tubarica può avvenire anche con hCG decrescente
  • La PUL richiede sempre monitoraggio ravvicinato fino alla risoluzione del caso
Ginecologia Clinica Ecografia Transvaginale Classificazione PALM-COEIN Oncologia Ginecologica Urgenza Clinica Biopsia Endometriale

Domande frequenti

Qual è la differenza tra spotting e sanguinamento uterino anomalo?

Lo spotting è una perdita ematica intermestruale di modesta entità, che può avere significato fisiologico — come accade talvolta in fase ovulatoria — e non richiede generalmente cambi frequenti di assorbente. Il sanguinamento anomalo, invece, è più abbondante, irregolare o imprevedibile nella comparsa, oppure si associa ad altri segni clinici che richiedono approfondimento.

Un sanguinamento che imponga il cambio dell'assorbente ogni 1–2 ore deve essere considerato eccessivo, soprattutto se persiste oltre 7 giorni. Cicli con variazioni superiori a 10 giorni da un mese all'altro orientano verso una disfunzione ovulatoria.

Rif.: [1, 3]

Quali sono le cause più comuni di sanguinamento uterino anomalo?

Le cause variano in base all'età della paziente. In età riproduttiva, le più frequenti sono la disfunzione ovulatoria (particolarmente nelle adolescenti), il sanguinamento iatrogeno correlato a contraccettivi ormonali o terapia anticoagulante, polipi endometriali e fibromi uterini. Le alterazioni endocrine (PCOS, tireoide, iperprolattinemia) sono da escludere sistematicamente.

In postmenopausa, l'atrofia endometriale è la causa più comune, seguita dal carcinoma endometriale — presente in circa il 9% delle donne con sanguinamento postmenopausale — e dai polipi endometriali o cervicali. Il sistema PALM-COEIN della FIGO classifica sistematicamente tutte le possibili eziologie nelle donne non gravide in età riproduttiva.

Rif.: [1, 2, 4, 6]

Quando il sanguinamento uterino anomalo richiede valutazione urgente?

Qualsiasi sanguinamento postmenopausale richiede valutazione tempestiva per escludere il carcinoma endometriale. In età fertile, un sanguinamento che imponga il cambio dell'assorbente ogni 1–2 ore, persista oltre 7 giorni o si associ a dolore pelvico, anemia o altri segni sistemici deve essere valutato senza ritardo.

Ulteriori segnali d'allarme sono: sanguinamento persistente nonostante terapia medica, età ≥60 anni con anomalia mestruale, dolore pelvico, distensione addominale o senso di sazietà precoce come possibili espressioni di malattia avanzata.

Rif.: [1, 6, 9]

Come si valuta correttamente il sanguinamento in postmenopausa?

La valutazione iniziale prevede un esame pelvico per escludere origini cervicali o vaginali, seguito da ecografia transvaginale come esame di primo livello. Uno spessore endometriale (SE) ≤4 mm presenta un valore predittivo negativo >99% per carcinoma endometriale e consente, nella maggior parte dei casi, di rassicurare la paziente dopo l'esame pelvico.

Uno spessore >4 mm, un sanguinamento persistente o ricorrente — anche con SE ≤4 mm — o la presenza di fattori di rischio elevati (obesità, estrogeni non bilanciati, diabete mellito tipo 2, PCOS, familiarità significativa) richiedono biopsia endometriale, preferibilmente mediante Pipelle, per escludere neoplasia.

Rif.: [6, 7, 8]

Come si esclude una gravidanza ectopica in caso di sanguinamento anomalo?

Il beta-hCG quantitativo è il primo esame da eseguire in tutte le donne in età fertile sessualmente attive con sanguinamento vaginale o dolore addominale, anche in presenza di precedente legatura tubarica. L'ecografia transvaginale è il secondo step: una gravidanza intrauterina è identificabile a 5–6 settimane o con beta-hCG ≥2.500 mIU/mL.

In assenza di evidenza ecografica di gravidanza intrauterina con beta-hCG >3.500 mIU/mL, la probabilità di gravidanza ectopica è elevata. I dosaggi seriali ogni 48 ore sono fondamentali: un incremento atteso minimo in 48h è del 49% per hCG iniziale di 3.000 mIU/mL. Valori stabili o decrescenti non escludono la gravidanza ectopica, poiché la rottura tubarica può avvenire anche con hCG in calo.

Rif.: [10, 11, 12]

Quali esami di laboratorio sono indicati nella valutazione dell'AUB?

Il test di gravidanza è obbligatorio in tutte le donne sessualmente attive in età fertile. Gli esami di primo livello comprendono TSH (per escludere disfunzioni tiroidee), prolattina da confermare a digiuno se elevata, e emocromo nei casi di sanguinamento abbondante per valutare un'eventuale anemia da carenza marziale.

La biopsia endometriale è indicata nelle donne con fattori di rischio per iperplasia o carcinoma endometriale, nelle donne in premenopausa con età >45 anni e AUB persistente, in caso di sanguinamento postmenopausale persistente e in caso di mancata risposta alla terapia medica.

Rif.: [1, 4]

Riferimenti Bibliografici 13 voci
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VD
Prof. Violante Di Donato
Professore di II Fascia di Ginecologia ed Ostetricia — Sapienza Università di Roma
Chirurgo oncologo ginecologo, esperto in chirurgia mininvasiva e oncologia ginecologica

Questo articolo ha scopo esclusivamente informativo e divulgativo. Non costituisce consulenza medica, diagnosi o indicazione terapeutica. Ogni decisione clinica deve basarsi su una valutazione individuale da parte di un medico specialista. © 2026 Prof. Violante Di Donato.