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violantedidonato.it Approfondimenti Fibromi Uterini
Patologia Uterina Benigna

Fibromi Uterini

Leiomiomi, miomi e utero fibromatoso: diagnosi, trattamento chirurgico mininvasivo e gestione della fertilità

I fibromi uterini sono la lesione benigna più frequente dell'utero e interessano una quota rilevante di donne in età fertile. Nella maggior parte dei casi rimangono asintomatici; quando producono sintomi, dispongono oggi di opzioni terapeutiche efficaci e mininvasive che consentono la conservazione dell'utero.

Prof. Violante Di Donato
Aggiornato: Aprile 2026
Sapienza Università di Roma
Fibromi uterini post miomectomia multipla — Prof. Violante Di Donato
Fibromi uterini post miomectomia multipla. Reperto chirurgico originale — Prof. Violante Di Donato, Sapienza Università di Roma.

Definizione

I fibromi uterini rappresentano la lesione benigna più frequente dell'utero e si sviluppano prevalentemente durante l'età fertile. Conosciuti anche come leiomiomi o miomi uterini, non sono generalmente associati a un aumento del rischio di tumore maligno dell'utero e solo eccezionalmente sono correlati a patologie neoplastiche.

Le dimensioni dei fibromi uterini possono variare considerevolmente: da noduli microscopici non visibili a occhio nudo fino a masse volumetriche in grado di deformare l'utero e aumentarne significativamente il volume. Possono essere presenti come singole formazioni oppure come lesioni multiple. Nei casi più avanzati la presenza di numerosi fibromi può determinare un ingrandimento uterino tale da raggiungere livelli addominali elevati.

Una quota rilevante di donne sviluppa fibromi uterini nel corso della vita. Tuttavia molte pazienti rimangono asintomatiche e la diagnosi viene frequentemente posta in modo occasionale durante una visita ginecologica o un'ecografia pelvica di routine.

Sintomi e classificazione anatomica

Molte donne con fibromi uterini non presentano sintomi evidenti. Quando i sintomi sono presenti, la loro intensità dipende principalmente dalla localizzazione, dal numero e dalle dimensioni dei fibromi.

Nelle pazienti sintomatiche i segni più frequenti includono:

Classificazione anatomica

Dal punto di vista anatomico i fibromi uterini vengono classificati in base alla loro sede di sviluppo:

Evidence-Based Insights
Evidence-Based Insights Focus su Classificazione FIGO dei Miomi

La FIGO ha stabilito una numerazione da 0 a 8 per definire l'esatta localizzazione del mioma nell'utero. Questa distinzione è il "gold standard" per il chirurgo nella scelta dello strumentario operatorio (es. resettoscopio isteroscopico vs approccio laparoscopico o robotico).

Classificazione FIGO dei leiomiomi uterini — sistema di sottoclassificazione 0-8

Sistema di sottoclassificazione FIGO dei leiomiomi uterini (0–8). Rosso: sottomucosi (SM) · Verde: intramurali/sottosierosi · Giallo: ibridi

Grado Categoria Descrizione
Miomi Sottomucosi (SM) — Grado 0–2
0 Sottomucoso Completamente intracavitario — peduncolato
1 Sottomucoso <50% intramurale (prevalentemente intracavitario)
2 Sottomucoso ≥50% intramurale
Altri miomi (O) — Grado 3–8
3 Intramurale Contatta l'endometrio; totalmente intramurale (100%)
4 Intramurale Puramente intramurale, senza contatto con endometrio né sierosa
5 Sottosieroso Sottosieroso ≥50% intramurale
6 Sottosieroso Sottosieroso <50% intramurale
7 Sottosieroso Sottosieroso peduncolato (completamente extracavitario)
8 Altre sedi Altre localizzazioni: cervicale, parassita, legamento largo
Miomi Ibridi — Es. 2-5
2-5 Ibrido Due numeri separati da trattino: il primo indica il rapporto con la mucosa, il secondo con la sierosa. Es. 2-5: ≥50% intramurale lato endometrio e ≥50% intramurale lato sierosa.
Implicazioni cliniche per la scelta dell'approccio
  • Gradi 0–2 (sottomucosi): approccio isteroscopico con resettoscopio; grado 0 più semplice, grado 2 maggiore esperienza richiesta
  • Gradi 3–4 (intramurali): miomectomia laparoscopica, minilaparotomica o robotica; grado 3 può richiedere incisione endometriale
  • Gradi 5–7 (sottosierosi): laparoscopia, minilaparotomia o robotica; grado 7 peduncolato tecnicamente più favorevole
  • Grado 8: approccio da valutare caso per caso
  • Ibridi: doppio approccio (isteroscopia + laparoscopia) spesso necessario nello stesso tempo operatorio

FIGO = Fédération Internationale de Gynécologie et d'Obstétrique. Munro MG, et al. Int J Gynaecol Obstet. 2011;113(1):3-13.

Cause

Le cause esatte dei fibromi uterini non sono completamente chiarite. Diversi fattori biologici sembrano tuttavia concorrere allo sviluppo di queste lesioni.

Si ritiene che il fibroma derivi dalla proliferazione clonale di una singola cellula staminale del miometrio. Il comportamento di crescita può essere variabile: alcune lesioni crescono lentamente, altre rimangono stabili e altre ancora si riducono spontaneamente. Durante la gravidanza alcuni fibromi aumentano temporaneamente di volume, ma tendono a ridursi dopo il parto.

Fattori di rischio

Complicanze

Sebbene i fibromi uterini siano generalmente benigni, possono determinare sintomi clinicamente rilevanti. La complicanza più frequente è l'anemia da carenza di ferro dovuta a sanguinamenti mestruali abbondanti e prolungati, che può manifestarsi con affaticamento, debolezza e riduzione della capacità funzionale. Solo raramente la perdita ematica è tale da richiedere trasfusioni.

La trasformazione maligna di un fibroma benigno in leiomiosarcoma è estremamente rara. Gli studi riportano una prevalenza di leiomiosarcoma occulto nelle donne operate per fibromi che varia da circa 1 caso su 352 a 1 caso su 8.300. I leiomiosarcomi rappresentano in genere tumori distinti che non derivano direttamente dalla degenerazione dei fibromi.

Gravidanza e fibromi

Nella maggior parte dei casi i fibromi uterini non impediscono il concepimento. Tuttavia alcune localizzazioni, in particolare i fibromi sottomucosi, possono interferire con l'impianto embrionale e aumentare il rischio di infertilità o aborto spontaneo.

Durante la gravidanza la presenza di fibromi può essere associata a un aumento del rischio di alcune complicanze ostetriche, tra cui distacco di placenta, restrizione della crescita fetale e parto pretermine. La valutazione di questi rischi richiede un inquadramento specialistico individualizzato.

Evidence-Based Insights
Evidence-Based Insights Focus su Gestione del trattamento
Algoritmo diagnostico iniziale — Sospetto fibromi uterini
Segni o sintomi suggestivi di fibromi uterini
(sanguinamento abbondante, sintomi da compressione, dolore pelvico, problemi riproduttivi)
Anamnesi ginecologica ed esame obiettivo addominale, con speculum e visita bimanuale pelvica
Considerare: esame urine, TSH, emocromo completo, vitamina D, test di gravidanza
Il sanguinamento uterino anomalo è il sintomo principale?
No
Prosegui direttamente con ecografia
Considerare biopsia endometriale se fattori di rischio per malignità
Ecografia transaddominale e transvaginale con Doppler
Fibromi uterini diagnosticati — considerare supplementazione di vitamina D se carente
Trattamento sintomatologico
Sanguinamento abbondante
Sintomi da compressione
FANS, acido tranexamico, contraccettivi orali, IUD al levonorgestrel 52 mg
Valutazione specialistica ginecologica
Assenza di miglioramento o altra indicazione → invio al ginecologo
Algoritmo terapeutico — Fibromi sintomatici
Opzioni terapeutiche per fibromi uterini sintomatici
Paziente che desidera una gravidanza
Paziente che non cerca attivamente la gravidanza
Valutazione completa della fertilità
Altri fattori di infertilità → Endocrinologo riproduttivo
Sintomi severi senza altra causa di infertilità → Miomectomia o trattamento uterusconservativo
Sanguinamento mestruale abbondante
Sintomi da volume o dolore
Steroidi contraccettivi o acido tranexamico
Sollievo insufficiente o progressione dei sintomi?
Antagonisti GnRH orali o modulatori del recettore del progesterone
Ancora insufficiente?
Fibromi isolati (± adenomiosi)
Embolizzazione arterie uterine, ablazione a radiofrequenza, ablazione ecografica
Sollievo insuff. → Isterectomia con conservazione ovarica
+ Adenomiosi diffusa / displasia cervicale / utero >24 sett.
Isterectomia con conservazione ovarica

Adattato da: Stewart EA, Laughlin-Tommaso SK. Uterine Fibroids. N Engl J Med. 2024;391(18):1721-1733.

Trattamento

Il trattamento dei fibromi uterini deve essere personalizzato e dipende dalla gravità dei sintomi, dalle dimensioni e dalla localizzazione delle lesioni, dall'età della paziente e dal desiderio di gravidanza.

Osservazione clinica

Nei casi in cui i fibromi siano piccoli, asintomatici o non determinino conseguenze cliniche rilevanti, può essere indicato un monitoraggio periodico con controlli clinici ed ecografici. Questo approccio è frequentemente adottato nelle pazienti prossime alla menopausa.

Trattamento farmacologico

Alcune terapie ormonali possono contribuire alla regolazione del ciclo mestruale e alla riduzione del sanguinamento. Gli agonisti del GnRH determinano una temporanea soppressione ormonale e possono ridurre le dimensioni dei fibromi, generalmente come trattamento preoperatorio. Gli antagonisti del GnRH orali possono ridurre significativamente il sanguinamento. Contraccettivi ormonali e dispositivi intrauterini al levonorgestrel agiscono principalmente sul controllo dei sintomi.

Miomectomia laparoscopica, minilaparotomica e isteroscopica

La miomectomia consiste nella rimozione chirurgica selettiva dei fibromi con conservazione dell'utero. Può essere eseguita mediante approccio laparoscopico, minilaparotomico o isteroscopico a seconda della sede e delle dimensioni delle lesioni. Questa procedura è indicata nelle donne che desiderano preservare la fertilità o conservare l'utero. La miomectomia laparoscopica e minilaparotomica sono associate a minore perdita ematica, degenza più breve e recupero più rapido rispetto alla chirurgia tradizionale in laparotomia.

Miomectomia Laparoscopica Minilaparotomia Isteroscopia Conservazione Fertilità

Embolizzazione delle arterie uterine

L'embolizzazione delle arterie uterine (UAE) è una procedura non chirurgica eseguita in radiologia interventistica che riduce l'afflusso di sangue ai fibromi determinandone la riduzione volumetrica. Richiede una valutazione multidisciplinare con ginecologo e radiologo interventista.

Isterectomia

Nei casi più complessi o quando le terapie conservative risultano inefficaci, può essere indicata la rimozione dell'utero. Si tratta di un trattamento definitivo che elimina il rischio di recidiva, ma non è appropriato nelle donne che desiderano una gravidanza futura.

Prevenzione

Le conoscenze scientifiche attuali non consentono di individuare strategie preventive certe per i fibromi uterini. Alcune abitudini di vita possono tuttavia contribuire alla riduzione del rischio: il mantenimento di un peso corporeo adeguato e una dieta ricca di frutta e verdura sembrano avere un possibile effetto protettivo. Alcuni studi suggeriscono che l'utilizzo di contraccettivi ormonali possa essere associato a una minore incidenza di fibromi uterini.

Quando consultare il medico
  • Dolore pelvico persistente
  • Mestruazioni molto abbondanti, prolungate o dolorose
  • Sanguinamenti tra un ciclo e l'altro
  • Difficoltà a svuotare la vescica
  • Sintomi di anemia (stanchezza, pallore, debolezza)
  • Sanguinamento vaginale importante o dolore pelvico acuto di insorgenza improvvisa — valutazione urgente

Domande frequenti

Qual è la differenza tra un fibroma, un mioma e un utero fibromatoso?

Fibroma, mioma e leiomioma indicano la stessa formazione benigna dell'utero originata dalle cellule muscolari lisce del miometrio. I tre termini sono intercambiabili nella pratica clinica. Il termine utero fibromatoso viene invece utilizzato quando nell'utero sono presenti più fibromi contemporaneamente.

Rif.: [7, 16, 20]

Un fibroma può trasformarsi in un tumore maligno nel tempo?

La trasformazione maligna di un fibroma benigno in leiomiosarcoma è estremamente rara. Gli studi riportano che la presenza di un leiomiosarcoma occulto nelle donne operate per fibromi sospetti varia da circa 1 caso su 352 a 1 caso su 8.300. I leiomiosarcomi rappresentano in genere tumori distinti che non derivano direttamente dalla degenerazione dei fibromi benigni.

Rif.: [4, 5, 6]

In quali casi è strettamente necessario l'intervento chirurgico e quando si può solo monitorare?

L'intervento chirurgico è indicato quando:

  • I sintomi (sanguinamento abbondante, dolore pelvico, sintomi da compressione) compromettono significativamente la qualità di vita
  • Si verifica anemia da sanguinamento cronico
  • I fibromi causano infertilità o complicanze ostetriche
  • La paziente desidera una soluzione definitiva

Il monitoraggio è appropriato quando:

  • I fibromi sono asintomatici
  • La paziente non desidera interventi
  • La paziente è in perimenopausa (i fibromi tendono a regredire dopo la menopausa)

Rif.: [7, 14, 16, 18]

I fibromi possono causare infertilità o complicazioni durante una gravidanza?

L'impatto dei fibromi sulla fertilità dipende soprattutto dalla loro localizzazione. I fibromi sottomucosi sono quelli più frequentemente associati a infertilità e aborto spontaneo, in quanto possono interferire con l'impianto embrionale e alterare la vascolarizzazione endometriale. I fibromi intramurali possono ridurre la fertilità in alcune pazienti, mentre quelli sottosierosi generalmente hanno scarso impatto sulla capacità riproduttiva.

In gravidanza possono aumentare il rischio di complicanze ostetriche come parto pretermine, distacco di placenta o restrizione della crescita fetale.

Rif.: [8, 9, 10, 11]

Quali sono i vantaggi della miomectomia laparoscopica e minilaparotomica rispetto alla chirurgia tradizionale?

La miomectomia laparoscopica e minilaparotomica sono associate a minore perdita ematica intraoperatoria, degenza ospedaliera più breve, recupero funzionale più rapido e minore dolore postoperatorio. Numerosi studi e meta-analisi dimostrano anche una riduzione delle complicanze rispetto alla chirurgia tradizionale in laparotomia.

La minilaparotomia (incisione di 4–7 cm) rappresenta un'alternativa valida alla laparoscopia, in particolare per fibromi di grandi dimensioni o in caso di utero con anatomia complessa, con risultati clinici sovrapponibili e curva di apprendimento più accessibile.

Restano tuttavia situazioni in cui la laparotomia tradizionale può essere preferibile, ad esempio in presenza di fibromi molto voluminosi, di localizzazione sfavorevole o di utero con distorsione anatomica severa. La scelta dell'approccio deve essere personalizzata dal chirurgo in base alle caratteristiche individuali.

Rif.: [1, 12, 13, 18]

Esistono terapie farmacologiche efficaci per rimpicciolire il mioma senza operare?

Alcuni farmaci possono ridurre temporaneamente il volume dei fibromi e controllare i sintomi. Gli agonisti del GnRH possono determinare una riduzione del volume uterino fino al 30–60% ma sono generalmente utilizzati per periodi limitati (3–6 mesi) come trattamento preoperatorio, a causa degli effetti collaterali da ipoestrogenismo.

Gli antagonisti del GnRH orali (relugolix, elagolix) possono ridurre significativamente il sanguinamento con un profilo di effetti collaterali più gestibile. Contraccettivi ormonali o dispositivi intrauterini al levonorgestrel agiscono principalmente sul controllo dei sintomi senza ridurre le dimensioni dei fibromi.

Rif.: [7, 14, 15, 16]

Qual è il rischio di recidiva dopo aver rimosso chirurgicamente un fibroma?

Dopo miomectomia il rischio di recidiva non è trascurabile. Gli studi indicano una ricomparsa dei fibromi nel 25% dei casi entro circa 40 mesi e nel 23–30% dei casi entro 5–7 anni. Il rischio è maggiore nelle pazienti più giovani, in presenza di fibromi multipli e nei casi in cui il fibroma primitivo non sia stato rimosso completamente.

Per questo motivo la pianificazione del momento chirurgico — in relazione all'età e al desiderio riproduttivo della paziente — è un elemento centrale della consulenza specialistica.

Rif.: [7, 17]

L'isterectomia è l'unica soluzione definitiva per la fibromatosi severa?

L'isterectomia rappresenta il trattamento definitivo perché elimina completamente l'utero e quindi il rischio di recidiva dei fibromi. Tuttavia non è l'unica opzione terapeutica. In molte pazienti possono essere considerate strategie conservative come miomectomia, tecniche ablative e altre procedure, a seconda delle caratteristiche cliniche e dei desideri riproduttivi.

La decisione deve essere condivisa tra la paziente e il chirurgo, tenendo conto della sintomatologia, dell'età, del desiderio di fertilità e delle caratteristiche anatomiche dei fibromi.

Rif.: [7, 14, 18]

Cosa succede ai fibromi con l'arrivo della menopausa?

Con la menopausa si verifica una riduzione della produzione di estrogeni e progesterone, ormoni che stimolano la crescita dei fibromi. Di conseguenza molti fibromi tendono a ridursi spontaneamente e i sintomi — in particolare il sanguinamento mestruale abbondante — si risolvono con la cessazione delle mestruazioni.

Se un fibroma continua ad aumentare di dimensioni dopo la menopausa è indicata una valutazione specialistica urgente, poiché questo comportamento è atipico e deve escludere una patologia maligna.

Rif.: [7, 16, 19]

Riferimenti Bibliografici alle FAQ 20 voci
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VD
Prof. Violante Di Donato
Professore di II Fascia di Ginecologia ed Ostetricia — Sapienza Università di Roma
Chirurgo oncologo ginecologo, esperto in chirurgia mininvasiva e oncologia ginecologica

Questo articolo ha scopo esclusivamente informativo e divulgativo. Non costituisce consulenza medica, diagnosi o indicazione terapeutica. Ogni decisione clinica deve basarsi su una valutazione individuale da parte di un medico specialista. © 2026 Prof. Violante Di Donato.