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Ginecologia

Endometriosi

Classificazione, diagnosi e trattamento di una malattia cronica infiammatoria

L'endometriosi è una patologia cronica estrogeno-dipendente che interessa circa il 10% delle donne in età riproduttiva. Si manifesta con un ampio spettro di sintomi — dal dolore pelvico cronico all'infertilità — e richiede una strategia terapeutica individualizzata, medica o chirurgica, in funzione dell'estensione della malattia e del desiderio riproduttivo della paziente.

Prof. Violante Di Donato
Aggiornato: Aprile 2026
Sapienza Università di Roma

Definizione e classificazione

L'endometriosi è una patologia cronica a carattere infiammatorio, definita dalla presenza di tessuto endometriale al di fuori della cavità uterina. L'endometrio, che riveste fisiologicamente l'interno dell'utero, è un tessuto estrogeno-dipendente, la cui crescita e attività sono regolate dalla stimolazione ormonale.

L'endometriosi interessa circa il 10% delle donne in età riproduttiva e tende a ridursi dopo la menopausa. In molte pazienti rappresenta una causa rilevante di dolore addomino-pelvico cronico e può associarsi ad altre comorbilità, tra cui l'infertilità.

In relazione alla sede del tessuto endometriale ectopico, si distinguono forme genitali ed extragenitali.

Endometriosi genitale

Può manifestarsi in forma interna, definita adenomiosi, quando il tessuto endometriale interessa il miometrio, oppure coinvolgere altre strutture dell'apparato genitale femminile, tra cui ovaie, legamenti uterosacrali, cavo del Douglas, fornici vaginali, portio, vagina, vulva, perineo e legamento rotondo.

Endometriosi extra-genitale

È localizzata al di fuori dell'apparato genitale e può interessare l'intestino, il diaframma e l'apparato urinario, in particolare vescica e ureteri.

Endometriosi iatrogena

Consiste nella localizzazione di tessuto endometriale in corrispondenza di cicatrici chirurgiche, in seguito a taglio cesareo o ad altri interventi ginecologici.

Eziologia

L'eziologia dell'endometriosi non è stata ancora chiarita in modo definitivo; tuttavia, sono state proposte diverse ipotesi patogenetiche.

Teoria della mestruazione retrograda

Sostiene che cellule endometriali provenienti dalla cavità uterina possano raggiungere sedi ectopiche durante il flusso mestruale, impiantandosi su superfici peritoneali e ovariche.

Teoria della metaplasia celomatica

Ipotizza lo sviluppo di tessuto endometriale o simil-endometriale al di fuori dell'utero, a partire da altri gruppi cellulari, sotto l'influenza di fattori ormonali o immunologici.

Teoria del trasporto linfatico-vascolare

Secondo questa ipotesi, le cellule endometriali possono diffondersi attraverso la circolazione ematica o linfatica, spiegando le rare localizzazioni a distanza come quella diaframmatica o polmonare.

Tolleranza immunitaria

Propone che l'endometriosi possa derivare da una ridotta capacità di clearance peritoneale delle cellule endometriali provenienti dalla mestruazione retrograda, in relazione ad alterazioni dei normali meccanismi immunologici.

Sintomi

La presentazione clinica dell'endometriosi è eterogenea. In alcuni casi la malattia può essere asintomatica; più frequentemente si associa alle seguenti manifestazioni:

90%
Dismenorrea
(mestruazioni dolorose)
77%
Dolore pelvico
cronico
76%
Dispareunia
(dolore durante i rapporti)
50%
Infertilità

Nelle forme extragenitali possono comparire sintomi urinari, quali dolore alla minzione, urgenza minzionale e insufficienza renale in caso di interessamento del tratto urinario, oppure sintomi intestinali, come diarrea, tenesmo, sanguinamento rettale e occlusione intestinale in caso di coinvolgimento intestinale.

L'intensità dei sintomi non correla necessariamente con l'estensione della malattia: pazienti con endometriosi severa possono presentare sintomatologia modesta, mentre donne con forme apparentemente lievi possono riferire disturbi altamente invalidanti. L'endometriosi è considerata una malattia ad elevato impatto sociale, per le ripercussioni sulla qualità di vita, sulle relazioni personali e sulla produttività.

Diagnosi

La diagnosi di endometriosi si basa su un'accurata anamnesi, sull'esame ginecologico e sull'impiego di indagini strumentali quali ecografia, risonanza magnetica, dosaggio plasmatico del CA125 e laparoscopia. Il primo livello diagnostico è rappresentato dalla visita ginecologica associata a ecografia transvaginale, che consente di valutare il coinvolgimento dell'apparato genitale, come la presenza di formazioni cistiche ovariche, e l'eventuale infiltrazione delle strutture adiacenti.

Qualora tale indagine risulti negativa in presenza di un forte sospetto clinico, è possibile procedere con una risonanza magnetica, utile nella valutazione degli impianti peritoneali, dell'endometriosi del retto-sigma, della regione ileocecale e delle lesioni dell'apparato urinario. La metodica diagnostica più accurata è la laparoscopia, procedura chirurgica mininvasiva che prevede l'introduzione nella cavità addominale, attraverso piccole incisioni cutanee, di una strumentazione dotata di telecamera, consentendo sia la conferma diagnostica sia il trattamento chirurgico.

Un esame che può risultare utile è il dosaggio del CA125, marcatore spesso aumentato nelle pazienti con endometriosi. Valori elevati, tuttavia, possono essere riscontrati anche in altre condizioni, incluse neoplasie e quadri infiammatori, motivo per cui non viene utilizzato come test diagnostico. Può invece avere un ruolo nel follow-up, poiché i livelli sierici possono correlare con lo stadio di malattia, con la risposta alla terapia e con l'identificazione di eventuali recidive dopo trattamento medico o chirurgico.

Classificazione per stadi

L'endometriosi può essere classificata in base alla gravità in quattro stadi:

I
Minima
Pochi impianti superficiali, senza aderenze significative.
II
Lieve
Maggior numero di impianti, più profondi rispetto allo stadio I.
III
Moderata
Impianti profondi, endometriomi ovarici su una o entrambe le ovaie e alcune aderenze sottili.
IV
Severa
Numerosi impianti profondi, endometriomi voluminosi su una o entrambe le ovaie e aderenze serrate.

Terapia medica

La scelta del trattamento dipende dalla severità dei sintomi, dall'estensione e dalla localizzazione della malattia, dal desiderio di gravidanza e dall'età della paziente. Nei casi di endometriosi minima o lieve, l'indicazione principale è rappresentata dalla terapia medica, finalizzata a ridurre la produzione di estrogeni e, di conseguenza, a limitare sia la crescita sia l'attività infiammatoria del tessuto endometriosico.

I linea
Progestinici o estroprogestinici
Determinano una riduzione della dismenorrea e del dolore cronico nel 60–95% dei casi. Circa il 25% delle pazienti non risponde al trattamento oppure presenta effetti collaterali quali sanguinamento irregolare, tensione mammaria, nausea e cefalea.
Evidence-Based Insights
Focus sulla migliore terapia medica dell'endometriosi

Confronto tra contraccettivi orali combinati, progestinici e sistema intrauterino — evidenze da network meta-analisi e studi randomizzati recenti

Non esiste una classifica definitiva di efficacia tra i diversi contraccettivi orali combinati (COC) e tra i diversi progestinici per l'endometriosi, poiché le evidenze disponibili mostrano nel complesso efficacia simile tra le varie formulazioni. Alcuni studi recenti suggeriscono però differenze rilevanti legate al tipo di estrogeno impiegato, alla tollerabilità e alla persistenza terapeutica.

Evidenze comparative sull'efficacia

Una network meta-analisi su 1680 donne ha mostrato che tutti i COC riducono significativamente il dolore pelvico rispetto al placebo (riduzione media: 15,1 punti su scala VAS 0–100), senza differenze sostanziali tra formulazioni. Anche i progestinici hanno dimostrato un beneficio significativo. I risultati per le principali opzioni sono:

Opzione Formulazione Riduzione VAS (95% CI)
Sistema intrauterino al levonorgestrel 52 mg −17,7 punti (−25,5 / −9,8)
Progestinici intramuscolo Medrossiprogesterone acetato 150 mg ogni 3 mesi −13,2 punti (−16,2 / −10,1)
Progestinici orali Norethindrone acetato, medrossiprogesterone acetato, dienogest, drospirenone −12,6 punti (−15,3 / −9,8)

Rif.: [1]

Differenze basate sul tipo di estrogeno nei COC

Uno studio comparativo del 2025 ha evidenziato che i COC contenenti estradiolo naturale (E2) o estetrol (E4) potrebbero essere più efficaci dei COC con etinilestradiolo nel trattamento del dolore pelvico cronico. L'estetrol 15 mg/drospirenone 3 mg ha mostrato un miglioramento simile al dienogest a 3 e 6 mesi, e superiore ai COC con estradiolo naturale a 6 mesi. I COC con etinilestradiolo hanno mostrato l'efficacia più contenuta. Una revisione Cochrane ha tuttavia concluso che le prove comparative dirette tra diversi COC restano insufficienti per stabilire una gerarchia definitiva.

Rif.: [2, 3]

Confronti tra progestinici orali

Uno studio randomizzato del 2025 su dienogest vs norethindrone acetato ha dimostrato che entrambi riducono efficacemente il dolore (punteggi di dismenorrea che raggiungono 0,00 in entrambi i gruppi a 12 mesi). Il norethindrone acetato 5 mg/die ha mostrato maggiore riduzione degli endometriomi (p=0,037) e tasso di abbandono inferiore (23,3% vs 47,5% a 6 mesi). Un studio italiano ha riportato soddisfazione clinica simile (71% vs 72%), ma il dienogest è risultato meglio tollerato (80% vs 58%). Nelle pazienti con endometriomi ovarici, il dienogest ha mostrato maggiore riduzione sintomatologica. Rispetto al medrossiprogesterone acetato, il dienogest ha dimostrato una riduzione del dolore significativamente superiore in alcune casistiche post-chirurgiche.

Rif.: [4, 5, 6, 7]

Dienogest — caratteristiche distintive

Il dienogest è tra i progestinici più studiati nell'endometriosi. Aumenta l'espressione del recettore PR-B nel tessuto endometriosico, contrastando la resistenza al progesterone. In diversi studi randomizzati ha mostrato un'efficacia sovrapponibile agli agonisti del GnRH con profilo di tollerabilità più favorevole. Una network meta-analisi del 2025 lo ha identificato tra i trattamenti farmacologici con il supporto scientifico più solido per il dolore correlato all'endometriosi.

Rif.: [8, 9]

Sistema intrauterino al levonorgestrel (LNG-IUS)

Il LNG-IUS ha mostrato la maggiore riduzione del dolore nella network meta-analisi (−17,7 punti). I dati a lungo termine documentano un'efficacia sostenuta fino a 10 anni, con il 91,5% delle pazienti che mantiene il trattamento oltre i 5 anni (vs 21,9% con COC o dienogest), minori effetti collaterali sistemici e migliore persistenza terapeutica. Non rappresenta tuttavia il trattamento di scelta per gli endometriomi ovarici, poiché non sopprime costantemente l'ovulazione.

Rif.: [1, 10]

Considerazioni pratiche

Per i COC, l'uso continuo è superiore a quello ciclico nel controllo del dolore: dismenorrea residua 9,4% vs 20,9%, dolore pelvico non mestruale 9,4% vs 23,9%. Sono pertanto preferibili le formulazioni monofasiche. Per i progestinici, le differenze principali riguardano tollerabilità, costo, via di somministrazione e persistenza. Una quota compresa tra l'11% e il 34% delle pazienti non risponde alle terapie ormonali di prima linea, per possibile resistenza al progesterone o effetti collaterali non tollerabili.

Rif.: [1, 8, 11]

Sulla base delle evidenze attuali, i COC contenenti estradiolo naturale o estetrol rappresentano una prospettiva emergente. Tra i progestinici, il dienogest e il sistema intrauterino al levonorgestrel sono le opzioni con il supporto scientifico più solido. La scelta terapeutica deve essere individualizzata sulla base del quadro clinico, del fenotipo di malattia, della tollerabilità e del desiderio riproduttivo.

Riferimenti bibliografici 11 voci
1Endometriosis. As-Sanie S, Mackenzie SC, Morrison L, et al. JAMA. 2025;334(1):64-78. doi:10.1001/jama.2025.2975
2Comparative Study on the Effects of COC and Dienogest in Women With Endometriosis-associated Chronic Pelvic Pain. Caruso S, Cianci S, Caruso G, et al. Eur J Obstet Gynecol Reprod Biol. 2025;304:10-15. doi:10.1016/j.ejogrb.2024.11.015
3Oral Contraceptives for Pain Associated With Endometriosis. Brown J, Crawford TJ, Datta S, Prentice A. Cochrane Database Syst Rev. 2018;5:CD001019. doi:10.1002/14651858.CD001019.pub3
4Norethindrone Acetate Versus Dienogest for Pain Relief in Endometriosis — RCT. Gurbuz TB, Aslan K, Kasapoglu I, Muzii L, Uncu G. Eur J Obstet Gynecol Reprod Biol. 2025;310:113940. doi:10.1016/j.ejogrb.2025.113940
5Norethindrone Acetate or Dienogest for the Treatment of Symptomatic Endometriosis. Vercellini P, Bracco B, Mosconi P, et al. Fertil Steril. 2016;105(3):734-743. doi:10.1016/j.fertnstert.2015.11.016
6Dienogest or Norethindrone Acetate for the Treatment of Ovarian Endometriomas. Del Forno S, Mabrouk M, Arena A, et al. Eur J Obstet Gynecol Reprod Biol. 2019;238:120-124. doi:10.1016/j.ejogrb.2019.04.010
7Comparison of Dienogest With Medroxyprogesterone Acetate After Laparoscopic Surgery. Vahid-Dastjerdi M, Hosseini R, Rodi H, et al. Arch Gynecol Obstet. 2023;308(1):149-155. doi:10.1007/s00404-022-06898-2
8Endometriosis Is a Chronic Systemic Disease. Taylor HS, Kotlyar AM, Flores VA. Lancet. 2021;397(10276):839-852. doi:10.1016/S0140-6736(21)00389-5
9Pharmacologic Interventions for Endometriosis-Related Pain — Meta-Analysis. Kou L, Huang C, Xiao D, et al. Obstet Gynecol. 2025. doi:10.1097/AOG.0000000000005923
10Long-Term Efficacy and Safety of LNG-IUS as Maintenance Treatment for Endometriosis. Kim HY, Song SY, Jung SH, et al. Medicine. 2022;101(10):e29023. doi:10.1097/MD.0000000000029023
11Hormonal Drugs for the Treatment of Endometriosis. Capezzuoli T, Rossi M, La Torre F, Vannuccini S, Petraglia F. Curr Opin Pharmacol. 2022;67:102311. doi:10.1016/j.coph.2022.102311
II linea
Agonisti del GnRH (leuprolide, triptorelina, goserelina, buserelina, nafarelina)
Inducono desensibilizzazione ipofisaria con conseguente soppressione della produzione ovarica di estrogeni. Nella fase iniziale possono causare un transitorio aumento estrogenico (flare-up) prima della soppressione. La somministrazione è iniettiva (im, sc, parenterale, intravaginale) o tramite spray nasali.
Antagonisti del GnRH (elagolix, relugolix, linzagolix)
Bloccano competitivamente i recettori ipofisari del GnRH, con rapida riduzione di gonadotropine ed estrogeni. A differenza degli agonisti, non causano flare-up iniziale e agiscono fin dalla prima dose. Disponibili per via orale.
III linea
Inibitori dell'aromatasi
Bloccano la sintesi degli estrogeni a livello periferico. Vengono somministrati in associazione con contraccettivi o agonisti del GnRH. I principali effetti collaterali sono osteoporosi, secchezza vaginale, nausea e cefalea.
Sintomatica
FANS
Utili per il controllo sintomatico del dolore, ma non intervengono sui meccanismi della malattia e non ne modificano il decorso.
Neuromodulatori
Utili in pazienti selezionate con dolore cronico persistente, soprattutto in presenza di componente neuropatica o di sensibilizzazione centrale. Non trattano le lesioni né modificano il decorso della malattia, ma possono contribuire al controllo del dolore refrattario.
Evidence-Based Insights
Focus su neuromodulatori e integratori nell'endometriosi

Evidenze su terapie adiuvanti per il dolore cronico pelvico: dall'uso selezionato dei neuromodulatori al ruolo degli integratori

Neuromodulatori

I neuromodulatori non sono una terapia di prima linea dell'endometriosi, ma possono avere un ruolo nei fenotipi di dolore persistente con componente neuropatica o nociplastica, o nel dolore pelvico cronico refrattario alle terapie ormonali e/o chirurgiche. Il razionale biologico è solido: una quota di pazienti con endometriosi sviluppa sensibilizzazione centrale che riduce la risposta alle terapie lesion-directed. In pratica clinica, i neuromodulatori hanno più senso quando il dolore appare "disaccoppiato" dal ciclo, con allodinia, iperalgesia, comorbidità dolorose sovrapposte o persistenza dopo chirurgia.

Tra i farmaci, amitriptilina, duloxetina e venlafaxina mostrano segnali clinici più favorevoli, mentre l'uso empirico di gabapentin è stato fortemente ridimensionato dal trial randomizzato multicentrico GaPP2 (Lancet 2020), che non ha evidenziato beneficio clinicamente rilevante nel dolore pelvico cronico femminile e ha registrato più eventi avversi rispetto al placebo. Le linee guida SOGC 2024 raccomandano di considerare triciclici per il dolore neuropatico pelvico e SNRI in casi selezionati, ma sconsigliano il gabapentin come scelta di routine.

L'evidenza complessiva sui neuromodulatori nel dolore pelvico cronico femminile resta di qualità bassa-moderata; i risultati più favorevoli derivano soprattutto da studi di piccole dimensioni. Il loro impiego è appropriato in un contesto multidisciplinare del dolore, non come trattamento standard dell'endometriosi.

Integratori

Le linee guida ESHRE 2022 affermano esplicitamente che nessun intervento nutrizionale specifico può essere raccomandato per ridurre il dolore o migliorare la qualità di vita nelle donne con endometriosi, per insufficienza e eterogeneità delle prove disponibili. I principali integratori studiati sono:

Integratore Evidenza disponibile
N-acetilcisteina (NAC) Segnale clinico più interessante tra i supplementi: alcuni studi riportano riduzione del dolore e delle dimensioni degli endometriomi, ma la qualità dell'evidenza resta bassa (studi piccoli o osservazionali).
Omega-3 / fish oil Possibile beneficio modesto sul dolore in review preliminari, ma il trial randomizzato SAGE (AJCN 2020) non ha dimostrato un vantaggio netto rispetto al placebo.
Vitamina D Razionale immuno-infiammatorio solido, dati clinici contraddittori; alcuni trial riportano riduzione del dolore, altri risultati analoghi al placebo.
Curcumina Forte razionale preclinico anti-infiammatorio; un trial triple-blind non ha mostrato beneficio chiaro, mentre uno studio add-on a dienogest ha riportato miglioramenti su dolore e qualità di vita.
Antiossidanti (vit. C ed E) Meta-analisi di RCT del 2024: possibile riduzione dei sintomi dolorosi, ma con forte eterogeneità e certezza delle prove bassa-moderata.

Neuromodulatori: da considerare solo in pazienti selezionate con sospetta componente neuropatica o dolore persistente non spiegato dal carico anatomico; evitare l'uso empirico routinario di gabapentin. Integratori: nessuno è raccomandabile come standard di cura; NAC, omega-3 e vitamina D restano opzioni adiuvanti da discutere caso per caso, chiarendo i limiti delle prove. La strategia con evidenza più solida resta la valutazione del fenotipo del dolore, la terapia ormonale appropriata e l'approccio multidisciplinare.

Tabella sinottica
Opzione Possibile ruolo clinico Qualità evidenza Messaggio pratico
Neuromodulatori orali
(amitriptilina, duloxetina, venlafaxina)
Dolore persistente con componente neuropatica/nociplastica o CPP refrattario Bassa–moderata In setting multidisciplinare; gabapentin non routinario
Gabapentin Ridimensionato dal trial GaPP2 (Lancet 2020); no beneficio rilevante nel CPP femminile Moderata (negativa) Non raccomandato di routine; più eventi avversi vs placebo
NAC Segnale favorevole su dolore e dimensioni endometrioma Bassa Interessante come add-on; non raccomandabile universalmente
Vitamina D Dati contrastanti; alcuni studi positivi, altri analoghi al placebo Bassa Correggere deficit documentato; non come terapia specifica
Omega-3 / fish oil Possibile beneficio modesto sul dolore; SAGE trial non conferma Bassa Non raccomandabili di routine
Antiossidanti (vit. C, E) Meta-analisi 2024: possibile riduzione del dolore, forte eterogeneità Bassa–moderata Promettenti, ma prove ancora insufficienti
Riferimenti bibliografici 13 voci
1ESHRE guideline: endometriosis. ESHRE Endometriosis Guideline Group. Hum Reprod Open. 2022;2022(2):hoac009. doi:10.1093/hropen/hoac009
2Guideline No. 445: Management of Chronic Pelvic Pain. Allaire C, Yong PJ, Bajzak K, et al. J Obstet Gynaecol Can. 2024;46(1):102283. doi:10.1016/j.jogc.2023.102283
3Chronic Pelvic Pain: ACOG Practice Bulletin No. 218. Obstet Gynecol. 2020;135(3):e98-e109. doi:10.1097/AOG.0000000000003716
4Gabapentin for chronic pelvic pain in women (GaPP2): multicentre, randomised, double-blind, placebo-controlled trial. Horne AW, Vincent K, Hewitt CA, et al. Lancet. 2020;396(10255):909-917. doi:10.1016/S0140-6736(20)31693-7
5The Effect of Neuromodulatory Drugs on Chronic Pelvic Pain in Women — Systematic Review. Andrade MA, Ferreira JAS, Nogueira AA, et al. Rev Bras Ginecol Obstet. 2022;44(9):891-898. doi:10.1055/s-0042-1756460
6The Role of Neuromodulation in Chronic Pelvic Pain. Patel CB, Kharin N, Lee D, et al. Pain Physician. 2022;25(4):E565-E580. PMID:35793177
7Efficacy of N-Acetylcysteine on Endometriosis-Related Pain, Endometrioma Size, CA125 and Fertility Outcomes. Anastasi E, Granato T, Falzarano R, et al. Int J Environ Res Public Health. 2023;20(6):5194. doi:10.3390/ijerph20065194
8Effects of Vitamin D Supplementation in Endometriosis — Systematic Review. Kalaitzopoulos DR, Samartzis N, Kolovos GN, et al. Reprod Sci. 2022. PMID:33508990
9Supplementation with vitamin D or omega-3 in adolescent girls with endometriosis (SAGE) — RCT. Nodler JL, DiVasta AD, Vitonis AF, et al. Am J Clin Nutr. 2020;112(1):229-236. doi:10.1093/ajcn/nqaa080
10Antioxidant supplementation on dysmenorrhea and endometriosis-associated pain — Meta-analysis of RCT. Baradwan S, Sendy F, Sendy S, et al. Obstet Gynecol Sci. 2024. PMID:38221738
11Vitamin C and E antioxidant supplementation in women with endometriosis — Meta-analysis. Bayu P, Meshram RJ, Fatimawati F, et al. 2024. PMID:38820340
12Dorsal root ganglion stimulation for chronic pelvic pain — retrospective review. Burns SL, Agarwal D, Hagedorn JM, et al. Neuromodulation. 2024. PMID:39239506
13Dorsal Root Ganglion Stimulation for Chronic Pelvic Pain Secondary to Endometriosis. da Silva Freitas T, et al. Neuromodulation. 2025. PMID:39729062

Terapia chirurgica

La terapia chirurgica è riservata ai casi di endometriosi severa, nelle pazienti non responder alla terapia farmacologica, in presenza di distorsione dell'anatomia pelvica, aderenze, ostruzione intestinale o coinvolgimento ostruttivo del tratto urinario. L'intervento viene eseguito per via laparoscopica.

Il trattamento può inizialmente essere conservativo, mediante cauterizzazione dei focolai endometriosici, procedura che si associa a un incremento del tasso di fertilità e a una riduzione del dolore, pur con possibile ricomparsa dei sintomi in alcuni casi.

Quando la malattia presenta un quadro severo, con persistenza di sintomi debilitanti nonostante terapia medica e chirurgia conservativa, può rendersi necessaria una chirurgia definitiva. Questa consiste nella rimozione dell'utero (isterectomia), con conservazione di tube e ovaie nelle donne in età fertile, oppure nella rimozione dell'utero, delle tube e delle ovaie (isterectomia con salpingo-ovariectomia) nelle donne in età post-menopausale.

L'isterectomia con salpingo-ovariectomia associata all'escissione completa di tutti i focolai di endometriosi presenta un tasso di guarigione pari al 90%.

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Prof. Violante Di Donato
Professore di II Fascia di Ginecologia ed Ostetricia — Sapienza Università di Roma
Chirurgo oncologo ginecologo, esperto in chirurgia mininvasiva e oncologia ginecologica
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Questo articolo ha scopo esclusivamente informativo e divulgativo. Non costituisce consulenza medica, diagnosi o indicazione terapeutica. Ogni decisione clinica deve basarsi su una valutazione individuale da parte di un medico specialista. © 2026 Prof. Violante Di Donato.