Calcolatore
Quando usarlo
Il volume di una struttura pelvica si stima dal prodotto dei tre diametri ortogonali per il coefficiente 0,523, che corrisponde a π/6 e assume una geometria di ellissoide prolato. È la formula impiegata nella terminologia ecografica standardizzata per ovaio, utero, miomi e formazioni cistiche.
Il valore aggiunto rispetto al singolo diametro è rilevante nel follow-up: il volume varia con il cubo delle dimensioni lineari, per cui un incremento apparentemente modesto del diametro corrisponde a una crescita volumetrica sostanziale. Un aumento del 26% del diametro medio raddoppia il volume.
Soglie di riferimento per il volume ovarico
| Contesto | Soglia | Significato |
|---|---|---|
| Premenopausa | > 20 mL | Limite superiore di normalità |
| Postmenopausa | > 10 mL | Limite superiore di normalità |
| Morfologia policistica | ≥ 10 mL | Criterio volumetrico, sonda endovaginale ≥ 8 MHz |
Le prime due soglie rispondono alla domanda «questo ovaio è anormalmente grande?»; la terza risponde a «questo ovaio ha morfologia policistica?». Sono domande distinte e le soglie non vanno sovrapposte. Il criterio volumetrico di morfologia policistica non è applicabile entro otto anni dal menarca, in corso di contraccezione ormonale, né in presenza di corpo luteo, cisti o follicoli dominanti.
Limiti da conoscere
- La formula assume una geometria regolare. In presenza di strutture irregolari, lobulate o multiloculari l'errore è considerevole e il volume perde significato.
- L'errore relativo è amplificato dal fatto che i tre diametri si moltiplicano: un errore del 5% su ciascuna misura si traduce in un errore di circa il 16% sul volume.
- Il volume uterino non ha soglie di normalità condivise e dipende da parità, età e fase del ciclo.
- Il volume di una formazione annessiale non contribuisce alla diagnosi differenziale fra benignità e malignità, che si fonda sui descrittori morfologici e vascolari.
- Nel confronto fra esami successivi le misure devono provenire dallo stesso operatore e dalla stessa metodica, altrimenti la variazione osservata può riflettere la variabilità della misura anziché una crescita reale.
Bibliografia
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