Calcolatore
Quando usarlo
Il Caprini Score è il modello di valutazione del rischio tromboembolico venoso più diffuso in chirurgia non ortopedica ed è quello raccomandato nelle linee guida di riferimento per la profilassi perioperatoria. Ha ricevuto una specifica validazione nella chirurgia ginecologica oncologica, dove la combinazione di neoplasia maligna, chirurgia maggiore prolungata e immobilizzazione colloca la maggior parte delle pazienti nelle fasce di rischio elevato.
Va compilato in fase di valutazione preoperatoria e rivalutato in caso di modifiche sostanziali del quadro clinico, in particolare in presenza di complicanze che prolunghino l'allettamento.
Corrispondenza punteggio–rischio
| Punteggio | Categoria | TEV senza profilassi | Orientamento |
|---|---|---|---|
| 0 | Molto basso | < 0,5 % | Deambulazione precoce |
| 1–2 | Basso | ~ 1,5 % | Profilassi meccanica |
| 3–4 | Moderato | ~ 3,0 % | Profilassi farmacologica o meccanica |
| ≥ 5 | Elevato | ~ 6,0 % | Profilassi farmacologica + meccanica |
Nota specifica per la chirurgia ginecologica oncologica
Nelle pazienti sottoposte a chirurgia addomino-pelvica maggiore per neoplasia ginecologica, la profilassi farmacologica estesa fino a quattro settimane dopo l'intervento riduce significativamente l'incidenza di eventi tromboembolici rispetto alla sola profilassi intraospedaliera. Il punteggio Caprini identifica le pazienti in cui tale strategia è più vantaggiosa, ma la decisione finale deve integrare il rischio emorragico individuale, la funzione renale e il tipo di ricostruzione chirurgica.
Limiti da conoscere
- Il punteggio è additivo e non pesato statisticamente: fattori con impatto biologico molto diverso possono ricevere lo stesso peso.
- Le stime percentuali di rischio derivano da coorti chirurgiche generali e possono sottostimare il rischio nella chirurgia oncologica avanzata con citoriduzione estesa.
- Non incorpora il rischio emorragico, che va valutato separatamente e che può controindicare la profilassi farmacologica.
- Esistono versioni del punteggio del 2005, del 2010 e del 2013 con item parzialmente differenti: i confronti fra studi vanno letti con attenzione alla versione impiegata.
- La durata effettiva dell'intervento è spesso ignota al momento della compilazione preoperatoria.
Bibliografia
- Caprini JA. Thrombosis risk assessment as a guide to quality patient care. Dis Mon. 2005;51(2–3):70–78.
- Gould MK, Garcia DA, Wren SM, et al. Prevention of VTE in nonorthopedic surgical patients: Antithrombotic Therapy and Prevention of Thrombosis, 9th ed: American College of Chest Physicians Evidence-Based Clinical Practice Guidelines. Chest. 2012;141(2 Suppl):e227S–e277S.
- Stroud W, Whitworth JM, Miklic M, et al. Validation of a venous thromboembolism risk assessment model in gynecologic oncology. Gynecol Oncol. 2014;134(1):160–163.
- Rasmussen MS, Jørgensen LN, Wille-Jørgensen P. Prolonged thromboprophylaxis with low molecular weight heparin for abdominal or pelvic surgery. Cochrane Database Syst Rev. 2009;(1):CD004318.
- Nelson G, Bakkum-Gamez J, Kalogera E, et al. Guidelines for perioperative care in gynecologic/oncology: Enhanced Recovery After Surgery (ERAS) Society recommendations — 2019 update. Int J Gynecol Cancer. 2019;29(4):651–668.
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L'accuratezza del risultato dipende dalla correttezza dei dati inseriti, dalla piattaforma analitica del laboratorio di riferimento e dall'applicabilità del modello alla popolazione della paziente. Ogni decisione clinica resta di esclusiva competenza e responsabilità del medico curante.
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